Niente Ibra né Messi ma il Barca si impone
per 2-0 grazie a Pedro e Pique.
BARCELLONA
Victor Valdes, 5.5: Rischia di far riaprire la partita all’Inter con un errore clamoroso in disimpegno. A questi livelli non si possono commettere certe ingenuità. Fortunatamente per lui, i tiri degli avversari si contano sulle dita di una mano
Dani Alves, 7: Propizia i due gol con con due assist al bacio. Poi regala sgroppate-flash sulla destra e sfiora anche la rete. Dopo questa partita, potrebbe soffiare il posto da titolare a Maicon nel Brasile di Dunga
Piquè, 7: Difensore goleador, bravo a scegliere i tempi giusti nell’occasione dell’1-0. Copre con autorità su Eto’o
Puyol, 6: Mostra sicurezza ma talvolta eccede nell’irruenza beccandosi anche un cartellino giallo
Abidal, 6: Svolge il ‘compitino’ sulla sinistra e limita il raggio d’azione di Maicon
Xavi, 7.5: E’ il direttore d’orchestra di tutte le azioni blaugrana. Tocca una quantità infinita di palloni e non ne sbaglia uno. Giocatore eccezionale.
Busquets, 6.5: A sorpresa, vince il duello a centrocampo coi diretti avversari. Quantità e qualità al servizio della squadra
Keita, 6: Lavora in coppia con Busquets coprendo le spalle a Iniesta
Iniesta, 8: Il migliore in campo. In assenza di Messi e Ibrahimovic, si carica sulle spalle tutto il Camp Nou e travolge la difesa interista con le sue veloci iniziative sulla trequarti. Ha il merito di spaccare in due la mediana nerazzurra, macinando chilometri e facendo emergere tutta la sua classe sopraffina in zona gol
Pedro, 7.5: Se c’era bisogno di una conferma, stasera è arrivata. Il ragazzo ha il Dna del vero campione e l’ha dimostrato nella serata più importante per lui. Non fa rimpiangere Messi e firma il gol del 2-0 con un bel gesto tecnico. Mai domo, dà anche una mano ai compagni in fase difensiva.
Henry 7: Si lascia alle spalle le polemiche di Francia-Irlanda, giocando con attenzione e personalità. Sfrutta bene l’occasione di partire titolare al posto di Ibra e spreme tutte le sue energie per la causa blaugrana.
All. Pep Guardiola 7.5: Azzecca la scelta di non rischiare gli acciaccati Messi e Ibra, dando fiducia agli uomini più in forma. Strapazza Mourinho con una semplicità disarmante.
INTER
Julio Cesar, 6.5: Inizialmente goffo e impacciato, poi salva i nerazzurri dalla goleada con dei miracoli degni del miglior portiere al mondo
Maicon, 5: Il fantasma del Maicon che vediamo in Italia. Non riesce mai a sfondare e si trova spesso in difficoltà. Colpevole in occasione del 2-0, era lui in marcatura su Pedro.
Lucio, 5.5: Non gli basta il fisico, soffre la velocità degli attaccanti avversari ed arranca senza capirci molto
Samuel, 5.5: Ha la bussola difettosa come il compagno di reparto, serataccia anche per lui
Chivu, 5: Dani Alves se lo mangia. L’unico modo che ha per fermare l’avversario è farsi ammonire o salire su un motorino. Troppo fiacco.
J.Zanetti, 5: Delude da tutti i punti di vista. Corre a vuoto nella ragnatela di passaggi del Barça senza prendere un pallone. Poi non sprona la squadra a reagire e si becca pure un giallo
Cambiasso, 5.5: Gioca solo il primo tempo, dove tutta la squadra resta schiacciata dalla ‘valanga’ blaugrana
Motta, 5: In campo dal primo minuto per l’assenza di Sneijder, resta con la testa negli spogliatoi. E’ anche colpa sua se gli avversari fanno quello che vogliono dal centrocampo in su
Stankovic, 5: Giocare dietro le punte non è la sua qualità migliore. Anche stavolta non riesce a pungere sulla trequarti, rimanendo imbrigliato fra Keita e Busquets.
Eto’o, 5.5: Qualche timido tentativo verso la porta di Valdes. Non viene assistito bene dai compagni. Eremita.
Milito 5: Non è da lui essere così nervoso e talvolta egoista. Non riesce mai ad entrare seriamente in partita.
Muntari 5: Chi l’ha visto?
Balotelli 4.5: Mourinho gli concede venti minuti per cambiare la partita e lui li butta via tutti senza mai toccare palla. Impari dai suoi coetanei del Barça come si diventa dei veri campioni. Gli mancano voglia e carattere anche stasera.
All. Jose Mourinho 5.5: La formazione è praticamente obbligata e non può fare miracoli. Però sbaglia i cambi inserendo giocatori come Muntari e Quaresma che certamente non possono modificare la situazione. Prende una bella lezione di strategia dal collega Guardiola.
